Paolo Soro

Irlanda, nel Bilancio 2019 novità per contribuenti e datori di lavoro

Agevolazioni per le persone fisiche con redditi medio bassi e per le aziende, penalizzati giochi e veicoli diesel.

Nuove misure fiscali in Irlanda introdotte dalla legge di Bilancio 2019. I principali cambiamenti riguardano una riduzione dell’imposta sul reddito persone fisiche e un aumento della detrazione a favore dei redditi da lavoro autonomo. Inoltre, quest’anno si affacciano agevolazioni fiscali per le nuove imprese e in favore di settori specifici, tra i quali quello agricolo. Previsto dal Bilancio, inoltre, anche un aumento del gettito, principalmente grazie a un ritocco alle aliquote Iva e alle tasse per i giochi e i veicoli diesel.

Novità anche per gli adempimenti di imprese e individui. A decorrere dal 1° gennaio 2019, infatti, i datori di lavoro devono dichiarare al Fisco redditi e trattenute obbligatorie dei loro dipendenti in tempo reale rispetto alla data in cui effettuano il pagamento del salario al proprio personale. Ciò rende più facile per i datori di lavoro trattenere e versare  l'importo corretto delle imposte sul reddito, dei contributi previdenziali, della Universal Social Charge e dell'imposta locale sulla proprietà.

Il nuovo regime Pay As You Earn (PAYE) è operativo per tutti i pagamenti dei dipendenti effettuati dal 1° gennaio 2019, perciò i datori di lavoro devono assicurarsi di avere i processi di pagamento e le pratiche aziendali aggiornati in modo da poter applicare correttamente le nuove disposizioni normative.

La legge di Bilancio 2019, per alleggerire gli oneri fiscali dei contribuenti con redditi medio bassi, ha aumentato di 750 euro la soglia di ingresso all’aliquota più elevata dell’imposta sul reddito, portandola da €34.550 a €35.300 nel caso di un singolo lavoratore e da 43.550 a 44.300 in caso di coppie monoreddito.

Sempre nell’ottica di favorire i redditi medio bassi è prevista anche la riduzione dell’aliquota della Universal Social Charge: per i redditi compresi tra i 19.300 e i 70.000 euro, l’aliquota passa dal 4,75% al 4,5%. In aggiunta a questo, la soglia del secondo scaglione è stata aumentata fino ai 19.874 euro, per tutelare da un’aliquota maggiore i contribuenti meno abbienti.

Aumenta anche la detrazione a favore dei redditi da lavoro autonomo, che da 200 euro sale a 1.350 e quella per chi si occupa dei familiari dipendenti (Home Carer Tax Credit) che da 300 euro passa a 1.500.

Novità anche rispetto agli interessi passivi sui mutui ipotecari, per i quali aumenta la percentuale di deducibilità dai redditi derivanti dalla locazione degli immobili di proprietà.

Nell’ottica di favorire la crescita del Pil, prosegue l’esenzione per le società di nuova costituzione sul reddito prodotto, agevolazione estesa fino al 2021. Anche la detrazione prevista in favore dei redditi delle società che sostengono i costi di alcune tipologie di è stata prorogata fino al 2014.

Infine da gennaio 2019, premiato anche il welfare aziendale. Infatti è prevista una detrazione, ancora da definire nei termini precisi, per ammortamento accelerato del costo del capitale per quei datori di lavoro che mettono a disposizione strutture sportive o per l’infanzia ai loro dipendenti.

Anche il settore agricolo ha ricevuto benefici dall’ultima finanziaria. Agli agricoltori che investono per migliorare la qualità dei loro prodotti è destinata un’agevolazione articolata per tipologie di soggetti: del 25% a tutti i n generale, del 50% in caso di impresa collettiva, e del 100% per i giovani agricoltori che hanno seguito corsi di formazione.

Novità quest’anno anche per l’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto in alcuni settori: in calo l’aliquota prevista per le pubblicazioni elettroniche che dal 23% scende al 9%, in aumento invece quelle previste per i servizi turistici, dal 9% al 13,5%, e per le pubblicazioni elettroniche dal 23% al 9%. Nel mondo dei giochi, aumentano sia le tasse sulle scommesse online e gestite da intermediari, che passano dal 15% al 25%, sia quelle applicate ai guadagni degli allibratori – dall’1% al 2%. Infine il 2019, all’insegna dell’attenzione all’ambiente, vede l’aumento dell’1% della tassa di  registrazione dei veicoli diesel  (Vehicle Registration Tax).

Fonte: Fisco-Oggi

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