Paolo Soro

Soglia superata, fisco tollerante

L’imprenditore può essere assolto per speciale tenuità del fatto dall’accusa di omesso versamento delle ritenute se ha superato di poco la soglia di punibilità e nonostante l’illecito si sia protratto per molti mesi.

L'imprenditore può essere assolto per speciale tenuità del fatto dall'accusa di omesso versamento delle ritenute se ha superato di poco la soglia di punibilità e nonostante l'illecito si sia protratto per molti mesi.

Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza numero 25537 del 10 giugno 2019, ha accolto il ricorso di un contribuente moroso verso l'Istituto nazionale della previdenza sociale.

La vicenda riguarda un manager piemontese che aveva omesso il pagamento delle ritenute previdenziali per quasi un anno, superando tuttavia la soglia di punibilità di qualche migliaio di euro.

Era quindi stato condannato alla reclusione dalla Corte d'appello di Torino.

Vincente la tesi esposta dal suo difensore di fronte ai giudici di legittimità.

L'uomo dovrà essere assolto per speciale tenuità del fatto in quanto l'evasione era molto contenuta.

Non importa si fosse protratta per parecchi mesi.

D'altronde, ricordano gli Ermellini, il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali si configura oggi come una fattispecie connotata da una progressione criminosa nel cui ambito, superato il limite di legge, le ulteriori omissioni consumate nel corso del medesimo anno si atteggiano a momenti esecutivi di un reato unitario a consumazione prolungata, la cui definitiva cessazione coincide con la scadenza del termine previsto per il versamento dell'ultima mensilità, ovvero, con la data del 16 gennaio dell'anno successivo.

Dunque, è superata la configurazione del reato quale reato omissivo che si consuma alle singole scadenze di versamento (il giorno 16 del mese successivo), essendo ora reato unico che si consuma al superamento della soglia di euro 10.000,00 (soglia introdotta dall'articolo 3, comma 6, del decreto legislativo 15 gennaio 2016, numero 8).

Parimenti non è configurabile la reiterazione del reato per ogni singolo omesso versamento nell'anno di riferimento che, sotto il vigore della legge ante modifica, integrava l'unicità del disegno criminoso ai fini dell'articolo 81 comma 2 del codice penale.

Per la Corte di cassazione, in definitiva, dev'essere bocciata la decisione della Corte d'appello di Torino, che ha ancorato il diniego della causa di non punibilità alla mera pluralità delle mensilità interessate, esplicitamente affermando l'irrilevanza della contenuta entità del superamento della soglia.

Fonte: Italia Oggi

comments powered by Disqus
cassazione3
top